Coppetta mestruale: una valida alternativa?

La coppetta o coppa mestruale è un dispositivo di raccolta del flusso mestruale alternativo agli assorbenti igienici esterni o interni (detti anche tamponi).

Si tratta di un piccolo oggetto a forma di campana rovesciata, in materiale morbido e flessibile, necessariamente biocompatibile, che si posiziona all’interno della vagina, e che possiede un estremo chiuso solitamente provvisto di uno stelo o gambo.

A differenza degli assorbenti igienici la coppetta mestruale non assorbe il flusso ma lo raccoglie al suo interno.

Ricorda: la coppetta mestruale è solo un dispositivo di raccolta del flusso mestruale. NON funziona come dispositivo contraccettivo e NON protegge dalle Malattie Sessualmente Trasmissibili (MTS).

Come si utilizza la coppetta mestruale?

La coppetta mestruale viene inserita in vagina dopo essere stata piegata adeguatamente. Grazie alla sua elasticità, ritorna automaticamente alla forma originale una volta introdotta, creando una pressione da vuoto che gli permette così di aderire come una ventosa alle pareti del condotto vaginale tanto che tirarla verso il basso dallo stelo farà avvertire una sensazione di suzione. Una volta posizionata correttamente non comporterà perdite né fastidio.

Ogni 4-12 ore, a seconda dell’entità del flusso mestruale e delle dimensioni della coppetta utilizzata, dovrà essere rimossa dalla vagina, svuotata, lavata con acqua corrente e riposizionata in sede.

come inserire la coppetta mestrualeLa rimozione si effettua raggiungendo con le dita la base della coppetta, pizzicandola per rimuovere la tenuta a ventosa e quindi tirandola verso il basso tramite lo stelo. In caso di difficoltà nel raggiungere la coppetta ci si può aiutare effettuando questa manovra accovacciate perché questa posizione accorcia il canale vaginale (può essere utile effettuare la rimozione seduti sulla toilette per evitare di sporcare e sporcarsi).

Per lo svuotamento e la pulizia della coppetta mestruale in un bagno pubblico (dove spesso il lavandino è situato in uno spazio comune frequentato da tutti coloro che accedono ai servizi) ci sono diverse possibilità: ripulire semplicemente il grosso con del panno carta, utilizzare delle salviette umidificate oppure portare in borsa una bottiglietta d’acqua per sciacquarla sul wc. Considerando che una coppetta potrebbe arrivare a garantire un’autonomia di 12 ore consecutive, sarà comunque improbabile doverla svuotare lontano dal bagno di casa nostra.

Al termine delle mestruazioni, la coppetta dovrà essere sterilizzata (ad esempio tramite bollitura per 10 minuti e comunque sempre secondo le indicazioni fornite dal produttore per evitare di deformarla o danneggiarla) e quindi riposta in un apposito sacchettino o contenitore (di cui viene solitamente dotata all’acquisto) fino alla mestruazione successiva.

La coppetta mestruale  generalmente può essere riutilizzata fino a 5-10 anni senza essere sostituita.

Tipologie, caratteristiche costruttive e scelta.

La coppetta mestruale è generalmente disponibile sul mercato in due taglie differenti (ciò che varia è innanzitutto il diametro e la capienza). La taglia più piccola è consigliata per le donne più giovani (sotto i 30 anni), fisicamente in forma e che non hanno mai partorito per via vaginale; la più grande è raccomandata per chi ha più di trent’anni o ha già partorito per via vaginale o per le donne con un flusso particolarmente abbondante (si consideri in ogni caso che anche le coppette di taglia piccola sono solitamente più capienti di un tampone o assorbente esterno normale). Nella scelta della taglia, la lunghezza è un parametro da valutare, soprattutto da parte di quelle donne che hanno un canale vaginale particolarmente corto.

Altri importanti parametri da tenere in considerazione nella scelta della coppetta mestruale, che incidono sul comfort e sulla sua funzionalità, sono il materiale con cui è costruita e la sua flessibilità.  La coppetta mestruale può essere realizzata in materiali differenti: silicone anallergico, silicone platinico, elastomero termoplastico (TPE), lattice (quest’ultimo sempre meno usato poiché allergizzante). Una coppetta più rigida si aprirà più facilmente dopo l’inserzione e, aderendo al meglio alle pareti della vagina, garantirà una migliore tenuta prevenendo così perdite indesiderate. Di contro, se troppo rigida, potrebbe risultare più fastidiosa soprattutto per le donne alla prima esperienza.

Anche il colore della coppetta potrebbe rientrare nei criteri di scelta. A tal proposito è bene tener presente che una coppetta trasparente potrebbe andare più facilmente incontro a ingiallimento nel tempo; nella scelta di una coppetta colorata ricordarsi di verificare che siano stati impiegati coloranti atossici certificati.

La grande varietà di prodotti disponibili sul mercato fa sì che ciascuna donna possa trovare il modello più adatto alle proprie esigenze in termini di conformazione fisica ma anche di comfort, praticità, prezzo.

Quali sono i vantaggi e i benefici della coppetta mestruale?

Inizialmente l’utilizzo della coppetta mestruale può suscitare diffidenza e diverse perplessità.  Come riportato da alcuni studi però, sperimentarne l’uso permette di accorgersi della sua comodità, accettabilità e convenienza come metodo alternativo all’assorbente e nella maggioranza dei casi porta a preferirla agli assorbenti interni, a proseguire ad utilizzarla e addirittura a raccomandarla ad altre donne (come è capitato a me!). Le donne coinvolte in questi studi hanno tra l’altro affermato di aver tratto vantaggio dal supporto offerto durante lo studio, con particolare riferimento all’utilità del counselling fornito dai Professionisti che lavorano nell’ambito delle cure primarie, finalizzato a favorire un’ottimale gestione del ciclo mestruale.

Rispetto della fisiologia e della salute dell’apparato genitale.

La coppetta mestruale non altera il pH (un parametro che valuta l’acidità di una sostanza) o più in generale l’equilibrio della mucosa vaginale poiché non assorbe l’umidità come i tamponi e non causa quindi eccessiva secchezza vaginale né irritazioni (che possono rendere sconfortevole anche l’attività sessuale). Non c’è il rischio che rimangano fibre sintetiche in vagina come se si usasse un tampone. Una coppetta mestruale di qualità è realizzata in materiale anallergico (come già detto le coppette in lattice sono sempre meno vendute poiché possono dare allergia), non dovrebbe contenere additivi chimici (quali ad esempio BPA, PVC, ftalati) e, a contatto con la mucosa vaginale, non rilascia sostanze dannose. Inoltre non fa sudare come gli assorbenti esterni che possono causare arrossamenti e irritazione dei genitali così come accade con i pannolini dei bambini.

Uno studio canadese del 2011 ha comparato l’uso del tampone all’uso della coppetta mestruale al fine di valutare la probabilità d’insorgenza di infezioni uro-vaginali, non riscontrando differenze significative.

Secondo un altro studio (ormai datato) generalmente la coppetta mestruale non altera il pH e la flora batterica vaginale e non facilita l’insorgenza di infezioni da Candida.

Meno perdite e odori sgradevoli.

Una volta posizionata correttamente, la coppetta mestruale aderisce come una ventosa, non va solitamente incontro a dislocazione, garantendo un’ottima tenuta di materiale e odore (ovviamente se della taglia corretta e se svuotata con sufficiente frequenza, come indicato dal produttore).

Maggiore libertà nell’abbigliamento e nella vita quotidiana.

Anche durante i giorni del ciclo mestruale è possibile indossare la propria lingerie o biancheria intima senza preoccuparsi del filo del tampone che fuoriesce o senza essere costretti a scegliere indumenti con il cavallo ampio per poter posizionare l’assorbente esterno.

Permette di praticare liberamente sport e attività ricreative, compresi la danza e il nuoto, di andare in spiaggia (non c’è rischio di perderla durante i movimenti o in acqua) ed è ideale per la sua praticità anche in viaggio (non è necessario portare con sé scorte di assorbenti, garantisce un’elevata autonomia ed è gestibile anche nei bagni pubblici).

Maggior capacità di raccolta.

Come già detto, la coppetta mestruale ha generalmente una maggior capacità raccolta rispetto agli assorbenti tradizionali. Una coppetta mestruale standard raccoglie solitamente 25-30 ml mentre un assorbente interno può trattenere dai 6-9 (misura normale) ai 12-18ml al massimo nel caso degli assorbenti di maggiori dimensioni. In caso di flusso abbondante questa elevata capienza permette una maggior autonomia tra un cambio e l’altro. Ciò consente anche un miglior riposo notturno senza la necessità di alzarsi a cambiare l’assorbente. La stessa coppetta può essere adoperata lungo tutto il ciclo indipendentemente dall’entità del flusso giornaliero a differenza del tampone o dell’assorbente esterno che va scelto di volta in volta in termini di capacità assorbente e dimensioni adeguate.

Maggior conoscenza del proprio corpo.

La coppetta mestruale è anche un’occasione per acquisire una maggior consapevolezza del proprio corpo. Essa permette anche di quantificare il volume di sangue perso durante il ciclo con accuratezza, ciò può risultare utile per ragioni di salute (alcune coppette sono graduate appositamente).

Risparmio economico.

Sebbene una coppetta mestruale abbia un prezzo superiore rispetto ad una confezione di assorbenti esterni o di tamponi, essendo riutilizzabile per molto tempo (da 1 a 10 anni), il suo costo viene ammortizzato rapidamente (6-12 mesi). Il prezzo di una coppetta va generalmente dai 15 ai 30 euro a seconda della marca e del modello. Le coppette in Italia sono reperibili online o in alcuni negozi di prodotti ecologici (si auspica che una maggior diffusione di questo genere di prodotto incentivi i rivenditori verso un’ulteriore diminuzione dei prezzi). Il risparmio è anche in termini di tempo dedicato ad acquistare gli assorbenti e di spazio in casa e in borsa per conservarli.

Rispetto dell’ambiente.

L’utilizzo della coppetta mestruale riduce sensibilmente la produzione di rifiuti solidi altamente inquinanti e difficili da smaltire. Assorbenti e tamponi monouso hanno un elevato impatto ambientale; alcuni possono impiegare anche 25 anni per degradarsi.

Possibili problemi, svantaggi o controindicazioni della coppetta mestruale.

Alcune donne trovano difficile o fastidioso inserire o rimuovere la coppetta mestruale (talvolta si tratta solo di mancanza di pratica): possibili rimedi sono l’uso di lubrificanti, scelta di un modello di diversa forma, materiale o dimensione, cambiare modalità di inserimento e rimozione.

Alcune donne trovano la coppetta fastidiosa o poco confortevole. Questo problema può ridursi con l’abitudine e la pratica ma potrebbe essere utile scegliere una coppetta di minore dimensione o meno rigida o accorciare o rimuovere il gambo della coppetta se presente.

La coppetta mestruale può essere un dispositivo rivoluzionario nei Paesi in via di sviluppo dove spesso le mestruazioni sono ancora un tabù e costituiscono ostacolo alla frequenza a scuola delle ragazze e motivo di emarginazione sociale per paura di perdite, vergogna o imbarazzo in mancanza di servizi igienici tali da permettere il cambio frequente dell’assorbente e la propria igiene intima in condizioni di privacy. Alcune ONG (Organizzazioni Non Governative) hanno cominciato a proporla alle donne come alternativa economica ed ecologica (specie in comunità dove la gestione dei rifiuti solidi è carente) agli assorbenti monouso, che risultano costosi e raramente acquistabili dalle famiglie. Tuttavia condizione necessaria per l’utilizzo della coppetta è l’accesso all’acqua pulita per il lavaggio delle mani e della coppetta per non incorrere in infezioni delle vie urinarie o vaginali. Quindi, nei casi in cui l’accesso all’acqua potrebbe essere limitato da credenze culturali o religiose (ad esempio, in alcuni casi le donne mestruate non possono lavarsi oppure, sebbene siano disponibili i servizi igienici, potrebbero non accedervi per paura di sporcarli) si sconsiglia l’uso della coppetta mestruale.

È sconsigliato l’uso della coppetta mestruale alle donne che reputano importante per motivi personali, religiosi o culturali mantenere l’integrità dell’imene (una membrana sottile che copre parzialmente l’ingresso della vagina) come segno di verginità, perchè le manovre di inserimento e rimozione della coppetta ne causerebbero lo stiramento o la rottura.

In alcune culture potrebbe essere inaccettabile l’uso di dispositivi da inserire in vagina come la coppetta mestruale, talvolta anche per credenze circa l’interferenza con l’apparato riproduttivo.

Consultare la propria Ostetrica di fiducia o il proprio Ginecologo circa la possibilità di utilizzo della coppetta mestruale (ma vale anche per il tampone interno) in caso di prolasso uterino (potrebbe essere poco sicuro o scomodo l’utilizzo), utero retroverso, altre patologie dell’apparato genitale o in caso di utilizzo di alcuni dispositivi contraccettivi come la spirale intrauterina (anche nota come IUD, Intra Uterine Device), a causa del rischio di dislocazione della stessa.

Sembrerebbe che, ad oggi, sia stato riportato un solo caso di Sindrome dello Shock Tossico (dall’inglese Toxic Shock Syndrome, TSS), una patologia infettiva batterica molto grave e potenzialmente mortale) associato all’uso della coppetta mestruale, mentre è stata riconosciuta la correlazione tra TSS e l’uso dei tamponi interni. È stato riportato anche un solo caso di sviluppo di endometriosi e adenomiosi in una donna facente uso della coppetta mestruale ma il prodotto non è stato ritirato dal mercato poichè sembrerebbe che le prove scientifiche non siano sufficienti.

In definitiva, in assenza di particolari controindicazioni (in caso di dubbi è sempre meglio rivolgersi alla propria Ostetrica, Infermiera o Ginecologa di fiducia) e se usata correttamente, la coppetta mestruale pare potersi ritenere un prodotto sicuro. Tuttavia non ci risulta siano state condotte ricerche riguardo il loro impiego in sicurezza prima che venissero immesse sul mercato.

Conclusioni e considerazioni personali.

Sebbene la coppetta mestruale sia stata inventata negli anni Trenta (così come I tamponi interni) e oggi sia disponibile sul mercato con diverse caratteristiche (forme, taglie, materiali, colori, marchi commerciali), l’uso di questo dispositivo è ancora poco conosciuto e diffuso nel mondo e l’Italia non fa eccezione. Siamo state educate soltanto a dover scegliere tra assorbenti interni ed esterni.

Il recente aumento della sensibilità per l’ecologia e l’impatto che gli articoli usa e getta hanno sull’ambiente ha ultimamente dato un nuovo impulso al mercato sebbene la coppetta mestruale resti ancora un prodotto utilizzato da poche donne.

Un motivo può essere ricercato nella necessità di acquisire una maggior consapevolezza del proprio corpo per utilizzarla e nel fatto che in passato “toccare ed esplorare” era malvisto.

Un’altra ragione è molto probabilmente la scarsità di profitto per le aziende produttrici, essendo un dispositivo relativamente poco costoso e durevole nel tempo. Questo comporta un ridotto interesse nel pubblicizzarla e commercializzarla, tanto che la maggior parte delle donne ne viene a conoscenza solo tramite internet o il passaparola.

Questo succede anche perchè l’uso di metodi pubblicitari convenzionali è poco efficace visto che l’uso della coppetta richiede anche una sorta di svolta culturale negli atteggiamenti e nelle abitudini riguardo alle mestruazioni.

Con questo articolo si è voluto contribuire a divulgare in primo luogo l’esistenza e poi le potenzialità di questo dispositivo igienico per rendere più libere le donne di scegliere tra le diverse possibilità disponibili oggi per gestire il proprio ciclo mestruale.

Per quel che riguarda la mia esperienza personale, la scoperta della coppetta mestruale ha rappresentato un cambio di prospettiva e di abitudini inaspettato e senza dubbio positivo.

Ricorda sempre: la coppetta mestruale è solo un dispositivo di raccolta del flusso mestruale. NON funziona come dispositivo contraccettivo e NON protegge dalle Malattie Sessualmente Trasmissibili (MTS).

 


Riferimenti:

  • Howard C, Rose CL, Trouton K, Stamm H, Marentette D, Kirkpatrick N, Karalic S, Fernandez R, Paget J. FLOW (finding lasting options for women): multicentre randomized controlled trial comparing tampons with menstrual cups. Can Fam Physician 2011;57:e208-15.
  • MA Mitchell, S Bisch, S Arntfield, SM Hosseini-Moghaddam. A confirmed case of toxic shock syndrome associated with the use of a menstrual cup. Can J Infect Dis Med Microbiol 2015;26(4):218-220.

  • R Liswood. Internal Menstrual Protection Use of a safe and sanitary menstrual cup. Obstetric and Gynecology. Vol. 13, No. 5; May, 1959.

Un intervento su “Coppetta mestruale: una valida alternativa?

  1. Elena Farallo

    Ringrazio Cristina per la sua consulenza e mi metto a disposizione a mia volta per offrire conoscenze e aiuto a chi vorrà intraprenderne l’utilizzo.

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